Mondiali Montréal 2026, i dati della devastante tirata di Bruno Armirail: un’ora e mezza in testa al gruppo a 440 watt di potenza – “Ho fatto quel che dovevo fare”

Il lavoro, enorme, fatto da Bruno Armirail nella parte centrale della prova in linea dei Mondiali di Montréal 2026 verrà senza dubbio ricordato, sia da chi la corsa l’ha vista come spettatore e sia da chi l’ha vissuta come protagonista. Il corridore francese ha preso la testa del gruppo all’ingresso nel circuito conclusivo e l’ha tenuta per tre giri abbondanti, mettendo letteralmente alla frusta tutti i componenti del gruppo. Davanti a questo c’era un gruppo di fuggitivi abbastanza numeroso che, al momento in cui Armirail ha “timbrato il cartellino” aveva 9 minuti di vantaggio; ebbene, quando Armirail ha lasciato il “posto di lavoro”, il suddetto vantaggio era di 20 secondi…

Un ritmo a dir poco usurante, che potrebbe aver avuto un peso nel rendimento di tanti corridori attesi poi nel finale di gara. E fra questi potrebbe esserci stato proprio il capitano della Francia, Paul Seixas, che nel finale si è in pratica arreso ai crampi, rimanendo tagliato fuori dalla lotta per le medaglie. Fra i vari commenti girati nel dopogara sul lavoro del “TGV” Armirail, spicca quello di Remco Evenepoel, che ha rimarcato come “il ritmo imposto dai francesi possa aver fatto male al loro stesso capitano, oltre che a me…”.

Menno Huising e Bart Lemmen, in gara con i colori dei Paesi Bassi e compagni di squadra di Armirail alla Visma|Lease a Bike, hanno sottolineato quanto fatto dal francese: “A volte è incredibile quanto sia capace di andare forte – le parole dei due neerlandesi riportate da In de Leiderstrui – Poi, è vero che se sei in testa al gruppo hai il vantaggio di non dover rilanciare quando esci dalle curve. Però, è stato pazzesco. Semplicemente, continuava a spingere. In gruppo ci rendevamo conto che piano piano tutti stavano facendo fatica e sapevamo che sarebbe stata sempre più dura”.

Nel dopogara hanno iniziato a circolare i dati relativi alla prestazione di Armirail, raccolti dalle varie applicazioni tematiche. Quel che ne scaturisce è che il francese, che pesa 72 chili, è stato, senza cambi, in testa al gruppo per 92 minuti, sviluppando una velocità media di 42,3 chilometri orari. Il dato più stordente è quello della potenza normalizzata: Armirail ha chiuso il suo sforzo a 440 watt di potenza normalizzata, grandezza che – per i meno avvezzi a questo tipo di calcoli – stima il costo fisiologico reale di un allenamento o di una gara, tenendo conto della variabilità dell’intensità dello sforzo in un determinato periodo di tempo.

“Era il lavoro che dovevo fare – le parole dello stesso Armirail ai nostri microfoni poco dopo aver concluso il suo turno ed essersi ritirato – Era quello che volevamo fare, rendere la corsa dura fin dall’ingresso nel circuito. Ed è quello che è successo. Penso che la fuga avesse 8-9 minuti di vantaggio quando siamo entrati nel circuito e quando io mi sono tolto dalla testa erano rimasti solo 20 secondi. L’idea era quella di tenere il ritmo alto più a lungo possibile. Thomas Voeckler (il Ct della Francia – ndr) mi conosce bene e sa che quando devo, do tutto. Il piano non aveva una durata prestabilita, dovevo andare avanti finché ne avevo. Fossi riuscito a fare un altro giro sarebbe stato bello, ma il serbatoio era proprio vuoto”.

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